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July 03 Friedrich Nietzsche - Il sole declina (1)Non a lungo avrai ancora sete, mio cuore bruciato. C’è una promessa nell’aria, mi soffia contro da bocche sconosciute: il grande fresco viene. A mezzogiorno il mio sole era caldo sopra di me. Benvenuti, voi che venite: voi venti improvvisi, voi freschi spiriti del pomeriggio. L’aria corre straniera e pura. Non mi guarda la notte di lato, con un obliquo sguardo di seduzione? Resta saldo, mio cuore ardito, non chiedere perché.Friedrich Nietzsche Il sole declina (1) Non a lungo avrai ancora sete, mio cuore bruciato. C’è una promessa nell’aria, mi soffia contro da bocche sconosciute: il grande fresco viene. A mezzogiorno il mio sole era caldo sopra di me. Benvenuti, voi che venite: voi venti improvvisi, voi freschi spiriti del pomeriggio. L’aria corre straniera e pura. Non mi guarda la notte di lato, con un obliquo sguardo di seduzione? Resta saldo, mio cuore ardito, non chiedere perché. Seamus Heaney - PoscrittoE qualche volta trovate il tempo di andare in auto in County Clare, lungo la Flaggy Shore, a settembre o ottobre, quando il vento e la luce si azzuffano così che da un parte l’oceano è pazzo di schiuma e bagliori, e all’interno fra le pietre la superficie di un lago color ardesia è illuminata dal lampo terrestre di uno stormo di cigni, le piume scompigliate e soffiate, bianco su bianco, le teste adulte dall’aria ostinata sommerse o affioranti o indaffarate sottacqua. Inutile pensare di posteggiare e cogliere la scena più completamennte. Non sei né qua né la, una fretta per cui passano cose note e ignote mentre forti morbide folate prendono l’auto di sbieco e sorprendono il cuore sovrappensiero e lo aprono June 22 Marcos Ana - La mia casa e il mio cuore (sogno di libertà)Se un giorno tornerò alla vita la mia casa non avrà chiavi: sempre aperta, come il mare, il sole e l’aria. Che entrino la notte e il giorno, la pioggia azzurra, la sera, il pane rosso dell’aurora; la luna, mia dolce amante. Che l’amicizia non trattenga il passo sulla soglia, né la rondine il volo, né l’amore le labbra. Nessuno. La mia casa e il mio cuore mai chiusi: che passino gli uccelli, gli amici, e il sole e l’aria. June 19 Pierluigi Cappello - AnelloQuando la passione dura, tutto un mondo e la tua mano non è più la tua mano e la mia mano non è più nella tua. Quando sto con il mio silenzio nel tuo il mio silenzio splende di giovinezza e un mondo che era nascosto riappare. Osip Mandel’štamLo dico in brutta copia, a fior di labbra, ché non è ancora venuto il momento: il gioco del cielo irresponsabile si attinge col sudore e l’esperienza... E sotto il cielo dimentichiamo spesso – sotto un purgatoriale cielo effimero – che il felice deposito celeste è una mobile casa della vita. Ghiannis Ritsos - Vetrata del bagnoCome s’era addensata l’aria per il profumo dei mirti e i vapori gonfi. E lui, rinchiuso già nella rete, guardava in alto la finestra. Nel vetro opaco era disegnato il campanile bianco. La corda della presumibilmente tenuta dalla mano invisibile, si agitò d’un tratto e riecheggiò glorioso il suono non tra il bagliore delle spade e gli alberi spezzati delle navi che dovevano servire per il ritorno. Lo sai – sussurrò – sopravvive ciò a cui ti sei sostenuto in vita. June 16 Blanca Varela - A rose is a roseimmobile divora luce si apre oscenamente rossa è la detestabile perfezione dell’effimero infesta la poesia col suo arcaico profumo Ghiannis Ritsos - ProspettivaLe nostre case sono costruite su altre case di marmo, e quelle sopra altre. Le loro fondamenta poggiano su teste di statue erette, senza mani. Così, per quanto in basso, nel campo, sotto gli ulivi, anguste, piene di fumo, con una brocca solo accanto è come se abitassi in alto, e tutt’intorno ti rischiara o a volte credi di essere fuori dalle case, di non avere nessuna casa, e te ne vai tutto nudo, solo, sotto un cielo terribilmente azzurro o bianco, e una statua, talvolta, ti posa leggermente la mano June 13 Fabio Pusterla - NominatioE portare con sé: la durezza delle montagne, le sterminate pietraie, la solitudine dell’acqua. Gelidamente distante, aliena. Sapere questo, intendo, della sua esistenza. La neve, quella che resta comunque negli anfratti a nord, in forma di luminosa lingua, o guizzo. La stratificazione dello scisto, l’impasto del granito; la corrucciata dolomia. Il lontano, il freddo, l’assenza. Volare il falco altamente. Ghiannis Ritsos - Le vecchieSi legano basso sugli occhi il fazzoletto nero. Hanno una madia, una pignatta; i figli non li hanno. La sera cenano da sole. Non parlano. Sentono il vento che agita il granoturco secco o l’acqua che scava buche nel campo abbandonato risciacquando le ossa dei morti. Sentono anche la luna che tutta notte abbaia alla civetta antica e ogni cosa è così docile come se mancasse da secoli. Ghiannis Ritsos - PressappocoPrende in mano oggetti scompagnati – una pietra, una tegola rotta, due fiammiferi bruciati, il chiodo arrugginito del muro di fronte, la foglia entrata dalla finestra, le gocce che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero. In questo “pressappoco” sta la poesia. La vedi? June 08 Gertrud Kolmar - Da qualche parte in Russia Da qualche parte in Russia sta la mia anima. Da qualche parte in Russia la bufera manda la neve fin dentro il suo cappotto, piange una campanella al collo del cavallo che traina la slitta. È questa la mia anima. Da qualche parte in Russia un corvo vola sopra i campi bianchi, bianchi, la mia aquila si trascina a fatica l’ala spezzata. Dietro il suo respiro affannoso lunga distilla sopra i campi bianchi un’orma insanguinata. Osip Mandel’štamPer la tua gioia accetta dalle palme di queste mani un po’ di sole e miele: ce l’hanno ingiunto le api di Persefone. Non si può udire l’ombra calzata di pelliccia, o staccare da riva la barca senza ormeggi, o vincere il timore nel folto della vita. Tutto quel che ci resta sono baci villosi come le giovani api che muoiono, volate via dall’arnia. Frusciano nella giungla diafana della notte, gli è patria il fitto bosco del Taigeto, si nutrono di tempo, polmonaria, mentastro. Per la tua gioia accetta il mio dono barbarico: un’arida dimessa collana di api morte che hanno trasformato il miele in sole . May 28 SAFFO - A me pare uguale agli deiA me pare uguale agli dèi SHAKESPEARE - ALL'AMATASe leggi questi versi, May 27 Vicente Aleixandre - VitaUn uccello di carta nel petto May 26 Messaggio da Medjugorje del 25 maggio 2009 "Cari figli, in questo tempo vi invito tutti a pregare per la venuta dello Spirito Santo su ogni creatura battezzata, cosicché lo Spirito Santo vi rinnovi tutti e conduca sulla via della testimonianza della vostra fede voi e tutti coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore. Io sono con voi e intercedo per voi presso l’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata." Yehuda Amichai - Come un capitano Come un capitano, dopo il pranzo di gala, che agli ospiti mostra la sala delle macchine nel ventre della nave (belle donne lo hanno preteso), e per i gradini di ferro li conduce in basso, apre con metallici schianti gli sportelli, li richiude e quelli ammirano tutto il luccichio e tutto quel roteare e quel salire e scendere, cosí faccio vedere ai miei ospiti la stanza dei miei bambini, apro la porta, tacito e sentiamo tre diversi respiri tre ritmi diversi nella stanzetta, che è l’infinito. E una piccola luce azzurrina brilla in alto sopra Costantino Kavafis - Quanto piú puoi
Farla non puoi, la vita, come vorresti? Almeno questo tenta quanto piú puoi: non la svilire troppo nell’assiduo contatto della gente, nell’assiduo gestire e nelle ciance. Non la svilire a furia di recarla cosí sovente in giro, e con l’esporla alla dissennatezza quotidiana di commerci e rapporti, sin che divenga una straniera uggiosa. May 22 Edna St. Vincent MillayL’amore
non è cieco. Basta un occhio |
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